VILLA DEI VESCOVI

Benefit per l'adozione delle stanze

Con una nota di Giuliana D'Olcese de Cesare che invita ad aderire all'offerta del FAI

 

Villa dei Vescovi

Salotto degli Eroi - Affreschi di Lamberto Sustris

villa dei vescovi Sala da pranzo al Piano nobile - Affreschi di Lamberto Sustris XVI° Secolo

Sala da pranzo al Piano nobile - Affreschi di Lamberto Sustris XVI° Secolo

villa dei vescovi Sala da pranzo al Piano nobile

FAI Fondo Ambiente Italiano VILLA DEI VESCOVI Progetto Adozione Stanze

Benefit per l'adozione delle stanze

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I benefit collegati all'adozione di una stanza di Villa dei Vescovi prevedono:

  • una targa da personalizzare a disposizione del donatore, apposta nella stanza adottata
  • la presenza del nome del donatore nella Guida storico-artistica dedicata al bene
  • un utilizzo gratuito della Villa per un evento
  • l'utilizzo della Villa a condizioni privilegiate, in termini di prelazione e costi, per eventi successivi
  • una serata dedicata ai donatori prima dell'inaugurazione della Villa
  • una cena annuale per i donatori per illustrare e condividere lo sviluppo delle attività della Villa
  • visibilità del donatore nelle comunicazioni istituzionali del FAI
  • la possibilità di studiare iniziative ad hoc in base alle esigenze specifiche del donatore

Villa dei Vescovi: Progetto Adozione Stanze (catalogo pag 11)

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Nota su Villa dei Vescovi di Giuliana D'Olcese de Cesare
Nel 1968 la Villa dei Vescovi meritò, dall'American National Society of Interiors Decorators Foundation, il Primo Premio dell'anno per il miglior restuaro ed il miglior arredo di un Monumento d'Arte nel mondo.
Trecento furono, tra architetti, interiors decorators, presidenti e rappresentanti della Fondazione, che dagli Stati Uniti arrivarono in Italia a visitare Villa dei Vescovi, poi tutti a Venezia all'Accademia Querini Stampalia per la consegna ufficiale del premio a Giuliana e Vittorio Olcese.
La Villa dei Vescovi, magicamente poggiata tra i Colli Euganei in Luvigliano di Torreglia - Padova - fu venduta nel 1962, con atti del notaio Giuseppe Salce della Curia di Padova, dal Vescovo di Padova Monsignor Girolamo Bordignon, a Giuliana de Cesare Olcese - ai tempi moglie di Vittorio - e a Vittorio Olcese in ''Proprietà pro indiviso''.
La Villa fu restaurata interamente con la supervisione dell'Ente Ville Venete, presidente ne era il marchese Boso Roi, ente che oltre ad un mutuo ciascuno, erogò a Vittorio e Giuliana, per il restauro degli affreschi, un fondo perduto consistente in 19 milioni di lire diviso in 9 milioni e mezzo per ciascuno dei due contraenti.
Gli atti notarili inerenti la compravendita e il mutuo erogato dall'Ente trovansi presso la Conservatoria di Padova e sono pubblicati sul sito internet Villa dei Vescovi.
Per il restauro dell'intero ciclo degli affreschi, interni ed esterni, ed in concerto tra Ente e proprietari, fu scelto il 'Metodo filologico' (le parti mancanti, infatti, non furono ricostruite proprio al fine di evitare negli anni l"'effetto distacco" tra parti originali e rifatte).
Il lavoro di restauro fu affidato all'equipe degli allievi restauratori del Professor Tiozzo dell'Accademia di Venezia.
Il restauro degli splendidi stucchi, opera del Vittoria, che con Vittorie alate, bucrani, metope, triglifi, ornano timpani, arcate e colonnati delle tre facciate principali della Villa, fu opera dei Maestri stuccatori della Scuola di Vicenza.
I lavori di risistemazione muraria furono affidati all'architetto Marcello Checchi di Padova e seguiti passo passo da Giuliana Olcese che a restauro ultimato ideò, scelse e realizzò l'intero arredo interno ed esterno della Villa. Restauro e arredo che nel 1968 meritarono dall'American National Society of Interiors Decorators Foundation il Primo Premio per il miglior restauro ed il miglior arredo nel mondo di un Monumento d'Arte.
Trecento, tra architetti, interiors decorators, presidenti e rappresentanti della Fondazione che dagli Stati Uniti arrivarono in Italia per visitare Villa dei Vescovi.
Poi tutti a Venezia all'Accademia Querini Stampalia per la premiazione ufficiale a Giuliana e Vittorio Olcese.
Famose nel mondo le stanze da bagno della Villa realizzate con antiche vasche in marmo giallo di Vicenza e antichi lavabi in marmo rosa di Verona ornati da rubinetterie e mascheroni rinascimentali. Stanze da bagno realizzate laddove, antecedentemente ai restauri Olcese, trovavansi file di latrine alla turca.
E fu proprio con l'imponente restauro degli anni 62 - 64 che fu scoperta la pianta originale della Villa progettata da Giovanni Maria Falconetto.
Valsosi della collaborazione del suo allievo preferito, l'allora diciottenne Andrea Palladio con cui si recò a Roma per prenderne i rilievi delle antichità, Falconetto, infatti, progettò e costruì Villa dei Vescovi a Pianta di Vitruvio, con cortile interno a cielo aperto, impluvio e pozzetto centrale in marmo rosso di Verona, e due loggette interne simmetriche alle due grandi logge esterne splendidamente affrescate da Lamberto Sustris e dai suoi allievi.
Il grande restauro di Villa dei Vescovi voluto, commissionato e curato da Vittorio e Giuliana Olcese, fu festeggiato e inaugurato con un gran ballo svoltosi nella notte di Capodanno con il passaggio dal 1964 all'anno 1965.

Villa Vescovi, la crisi colpisce il restauro

Abano|Montegrotto24ore.it  Padova24ore
Martedì 17 Marzo 2009 08:21 amministratore

 

La crisi economica inizia a farsi sentire anche nel mondo dell'arte. E nel padovano rischia di mettere in ginocchio perfino un'associzione storica come il Fai (Fondo per l'Ambiente Italiano), che solo due anni fa si era impegnata nell'importante progetto di restauro conservativo di Villa dei Vescovi di Luvigliano. Un capolavoro architettonico del 1500 progettato dal Falconetto per l’allora vescovo di Padova, cardinale Francesco Pisani, e donato nel 2005 dalla famiglia Olcese al Fai.
«Gran parte dei fondi necessari per il recupero della Villa sono stati stanziati o promessi da istituzioni private ed enti pubblici - spiega l’architetto Giulio Muratori, capo della delegazione di Padova del Fai - Purtroppo, a causa della difficile situazione finanziaria, incontriamo difficoltà ad incassare quegli stanziamenti, in più c'è un aumento dei costi preventivati».
Muratori stima che per il completamento dei lavori previsto entro il 2010 servano più di 5 milioni: mancherebbe qualcosa come 1 milione e 400 mila euro.
«Abbiamo deciso di promuovere una campagna di adozioni di alcune porzioni delle opere restaurate. Invitiamo quindi le associazioni e i privati a partecipare al recupero della Villa», aggiunge Muratori.
Il capo delegazione del Fai risponde anche alle polemiche sulla scelta delle grondaie della barchessa della Villa. «Abbiamo deciso di mantenere la grondaia in lamiera zincata perché è stata sostituita appena 5/6 anni fa ed è in buone condizioni. In questo momento abbiamo altre priorità».
Intanto per informare la popolazione sull’andamento dei lavori domani dalle 14.30 alle 16 il cantiere della Villa verrà aperto al pubblico. Ai visitatori verrà chiesto di firmare una liberatoria per l’accesso.
Informazioni allo 049/8764206.

 

 Veneto Notizie

 

domenica 11 gennaio 2009

 

«Adottato» il restauro della magica grotta di Nettuno

 

«Adottato» il restauro della magica grotta di Nettuno
Il Mattino di Padova 08/01/2009
Per completare le opere di restauro e rifunzionalizzazione della Villa necessitano ancora dei fondi, in quanto gli scavi archeologici e i maggiori oneri strutturali hanno determinato un aumento dei costi preventivati.
In occasione del convegno di ottobre da parte del Fai è stata presentata una Campagna di Adozioni di porzioni delle opere da restaurare. La Delegazione di Padova ha deciso prontamente di aderire a tale campagna di finanziamento adottando, assieme alla Delegazione di Treviso, la grotta di Nettuno opera di Vincenzo Scamozzi, l’architetto allievo del Palladio che ha completato Villa dei Vescovi, progettando le maestose scalinate di accesso ed i grandi cortili pensili.
Al di sotto della scalinata Est vi è questo piccolo ma magico luogo, di rara bellezza, da tempo utilizzato come ricovero di mezzi agricoli, che in passato era luogo di svago e di delizia con la fontana di Nettuno ed i giochi d’acqua ancora visibili. In questo spazio viene magnificamente rappresentato il pensiero umanista, l’età in cui l’uomo pensava di poter piegare la natura ai propri voleri, modificandola secondo un pensiero progettuale compiuto. La sequenza spaziale è formidabile: dal selciato esterno, passando sotto un possente arco in facciavista, si entra in un luogo dove tutto è raziocinio, geometrie che si ripetono rigorosamente in maniera matematica ed in fronte all’entrata si presenta un altro arco, originariamente decorato con conchiglie (richiamo alla naturalità marina strutturata), entro il quale viene incorniciato uno spaccato di roccia viva, nel quale era collocata la fontana, di cui rimangono solo brandelli. Ecco quindi il pensiero umanista che si compie: l’uomo che racchiude e definisce la materia bruta in un contesto raziocinante, facendola diventare elemento compiuto di un disegno voluto. Crediamo che sia un esempio di grande architettura ed è per questo che nel 2009 ci attiveremo con varie manifestazioni per raccogliere i fondi necessari al restauro, per avere l’orgoglio di essere stati noi semplici aderenti con le nostre piccole risorse protagonisti del recupero di un frammento di grande arte. Arch. Giulio Muratori Capo delegazione Fai di Padova.
Pubblicato da Francesco Scanagatta a 11.53

Portale Est di Villa dei Vescovi che dal viale detto "Viale dell'antico vigneto" conduce alla Grotta del Nettuno

Portale Est di Villa dei Vescovi

 

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